“Il lavoro sul Masterplan è stato indubbiamente di stimolo e di impulso all’interlocuzione con il Ministero della Cultura. L'amministrazione comunale continuerà a seguire con attenzione questo percorso, nella consapevolezza della propria responsabilità istituzionale nei confronti di un patrimonio pubblico di tale rilevanza”. Così il Sindaco Nicoletta Fabio ha risposto all’interrogazione presentata dalla consigliera Giulia Mazzarelli del gruppo Partito Democratico durante la seduta del Consiglio comunale di oggi, giovedì 29 ottobre, in merito al Masterplan del Complesso Museale Santa Maria Della Scala e alla trasformazione del concorso di idee in incarichi a invito, alle procedure di affidamento, ai costi e agli obblighi di trasparenza.
“Si tratta – ha spiegato il Sindaco – di un percorso di particolare importanza per il futuro del Santa Maria della Scala, che interessa una superficie di circa 18mila metri quadrati, sui 35mila complessivi, ancora da recuperare e valorizzare. L'obiettivo è quello di proseguire il processo di trasformazione e valorizzazione del complesso, nel rispetto della sua identità storica, culturale e architettonica, attraverso un lavoro di approfondimento e progettazione che possa definire una visione organica del suo futuro”.
“Sin dal suo insediamento, nel gennaio 2024 – ha poi illustrato Fabio –, il Consiglio di amministrazione della Fondazione ha individuato tra le proprie priorità la ridefinizione e la rifunzionalizzazione della porzione del Santa Maria della Scala ancora a cantiere. Su impulso del Presidente e del Consiglio di amministrazione, il 6 maggio 2024 la Direttrice Chiara Valdambrini ha trasmesso una lettera di invito a cinque studi di architettura di rilevanza internazionale: Barozzi Veiga di Barcellona, Odile Decq di Parigi, Lan di Parigi, Hannes Peer di Milano e Miller & Maranta di Basilea. L'invito era finalizzato alla partecipazione a incontri e sopralluoghi per valutare la realizzazione di un Masterplan che consentisse di completare il percorso di trasformazione del complesso museale, proseguendo il lavoro sviluppato dallo Studio Canali a partire dagli anni Novanta. Il 4 giugno 2024 lo studio Miller & Maranta ha comunicato la propria indisponibilità per precedenti impegni professionali. Tra giugno e luglio 2024 si sono svolti i sopralluoghi degli altri quattro studi, con la presenza e il supporto dei tecnici dell'amministrazione comunale. Successivamente, il 5 agosto 2024, anche lo studio Barozzi Veiga ha comunicato la propria rinuncia. Nel settembre dello stesso anno, i tre studi rimanenti, Odile Decq, Lan e Hannes Peer, hanno confermato la disponibilità a proseguire il percorso. Le esigenze tecniche emerse nel confronto con gli studi hanno evidenziato la necessità di individuare un soggetto dotato di specifiche competenze professionali per affiancare la Fondazione nelle attività di curatela e coordinamento scientifico del Masterplan, non essendo disponibili professionalità tecniche adeguate e specifiche all'interno della struttura della Fondazione o tra il personale comunale ad essa distaccato. Per questa ragione, su indicazione del Presidente del Consiglio di amministrazione, e previa valutazione delle necessarie competenze ed esperienze professionali, è stato richiesto un preventivo allo Studio Luca Molinari di Milano. Il preventivo, pervenuto il 10 settembre 2024 e successivamente protocollato al numero 217 del 10 ottobre 2024, prevedeva un corrispettivo di 35mila euro, oltre oneri e Iva di legge. Il Consiglio di amministrazione ha approvato il preventivo e la relativa spesa nella seduta del 2 ottobre 2024. L'affidamento è stato quindi formalizzato attraverso il contratto telematico numero 2 del 22 ottobre 2024. Si è trattato di un affidamento diretto, senza consultazione di più operatori economici, ai sensi dell'articolo 50, comma 1, lettera b, del decreto legislativo 36 del 2023, in considerazione dell'importo inferiore alla soglia di 140mila euro. La procedura è stata effettuata anche in applicazione del regolamento interno della Fondazione per gli affidamenti diretti, approvato dal Consiglio di amministrazione il 31 marzo 2024 e dall'Assemblea generale il 28 giugno 2024. La spesa è stata posta a carico dei fondi del bilancio della Fondazione”.
“Per quanto riguarda il concorso di idee inizialmente ipotizzato – ha dichiarato il Sindaco –, nel corso dei primi mesi del 2025 il Consiglio di amministrazione della Fondazione, insieme allo Studio Luca Molinari, ha ritenuto opportuno modificare l'impostazione originaria. La decisione è maturata anche alla luce del numero degli studi che avevano confermato la propria partecipazione. In luogo di un concorso finalizzato all'individuazione di un unico studio incaricato di elaborare il Masterplan generale, è stata preferita una soluzione articolata, con il coinvolgimento dei tre studi rimasti, ciascuno chiamato a sviluppare una proposta progettuale relativa a una specifica macroarea del complesso, valorizzandone competenze e sensibilità differenti. Prima di procedere, la Fondazione ha effettuato, anche con il supporto di un legale incaricato, le necessarie valutazioni sulla percorribilità giuridica e amministrativa di questa diversa modalità. In particolare, è stato considerato che l'attività di ideazione potesse essere ricondotta a una forma di progettazione preliminare, rientrante nelle previsioni dell'articolo 50, comma 1, lettera b, del decreto legislativo 36 del 2023. Nella seduta del 28 maggio 2025, il Consiglio di amministrazione ha quindi approvato il passaggio dalla formula del concorso di idee a quella degli affidamenti diretti. A seguito di tale decisione, con atto di affidamento numero 1 del 14 luglio 2025, avente per oggetto il Masterplan del complesso museale Santa Maria della Scala – Affidamento diretto della progettazione relativa alle macroaree A, B e C, sono stati conferiti gli incarichi professionali agli studi Odile Decq, Lan e Hannes Peer. A ciascuno è stato riconosciuto un corrispettivo di 20mila euro, oltre eventuali Iva, oneri e contributi di legge, per un importo complessivo di 60mila euro, oltre gli oneri previsti. La relativa spesa è stata imputata al bilancio di previsione 2026 della Fondazione, alla voce A, punto 2, Costi e oneri da attività generale – Servizi. Pertanto, il concorso di idee inizialmente ipotizzato non è stato portato alla fase di espletamento, essendo stata formalmente adottata dal Consiglio di amministrazione una differente modalità di sviluppo del percorso progettuale. Ricordo che le proposte dei tre studi non sono vincolanti né comportano obblighi di realizzazione o di prosecuzione con gli stessi studi; sono però già servite per avviare alcune interlocuzioni e dare contenuto all’apertura degli spazi ancora da recuperare alle visite per cittadinanza e turisti, che stanno riscuotendo un successo notevole e che rappresentano l’occasione per aprire una discussione su futuro del Santa Maria. Per quanto riguarda la riduzione del numero degli studi, preciso che non si è verificata alcuna esclusione disposta dalla Fondazione. Lo studio Barozzi Veiga di Barcellona, pur avendo effettuato il sopralluogo al complesso museale nel giugno 2024, con comunicazione pervenuta alla Direttrice della Fondazione il 5 agosto 2024 ha autonomamente declinato l'invito a presentare gli elaborati del Masterplan. Nella comunicazione lo studio ha riconosciuto l'interesse e il valore dell'iniziativa, evidenziando tuttavia l'incompatibilità dell'impegno richiesto con altri incarichi professionali già assunti per i mesi successivi. La riduzione da quattro a tre studi è stata quindi determinata esclusivamente da una rinuncia volontaria”.
“La Fondazione Antico Ospedale Santa Maria della Scala – ha proseguito il primo cittadino – opera secondo il modello delle fondazioni di partecipazione e dispone di autonomia statutaria e gestionale. Tale natura è stata ulteriormente precisata con la modifica dello Statuto approvata definitivamente dall'Assemblea generale del 24 giugno 2026. L'articolo 1 dello Statuto definisce espressamente la Fondazione quale ente di diritto privato in controllo pubblico, dotato di autonomia statutaria e gestionale. Quanto agli affidamenti, l'articolo 1, comma 2, del regolamento interno stabilisce che la Fondazione, pur nell'esercizio della propria autonomia, adegua la propria azione ai principi e alle disposizioni del decreto legislativo 36 del 2023 per l'acquisizione di beni e servizi, anche professionali, di valore inferiore a 140mila euro. In materia di trasparenza, la Fondazione rientra nel perimetro di applicazione dell'articolo 2-bis, comma 2, lettera c, del decreto legislativo 33 del 2013 ed è pertanto tenuta al rispetto dei relativi obblighi, in quanto compatibili. Sul portale istituzionale della Fondazione è stata predisposta un'apposita sezione denominata amministrazione Trasparente, organizzata secondo le sottosezioni previste per le pubbliche amministrazioni. In tale sezione sono disponibili, tra gli altri documenti: gli elenchi dei contratti stipulati negli anni 2024 e 2025, con i relativi importi; l'atto di affidamento numero 1 del 2025 relativo ai tre studi di architettura coinvolti nel Masterplan, nella sottosezione Bandi di gara e contratti; i bilanci preventivi degli anni 2024, 2025 e 2026 e i bilanci consuntivi 2024 e 2025, con i relativi allegati, nella sottosezione Bilanci. La Fondazione ha inoltre rappresentato che, a seguito delle recenti modifiche statutarie, si sono resi necessari alcuni adeguamenti tecnici della sezione amministrazione Trasparente da parte della società incaricata della gestione del portale, che hanno comportato rallentamenti e, in alcuni casi, impedimenti temporanei nella pubblicazione dei documenti. La Fondazione ha comunicato che l'attività di aggiornamento e implementazione delle diverse sottosezioni proseguirà nei prossimi mesi”.
“Per quanto riguarda i costi – ha detto il Sindaco – la Fondazione ha fornito il quadro delle spese sostenute alla data del 30 settembre 2026. L'incarico di curatela e coordinamento scientifico affidato allo Studio Luca Molinari ha comportato una spesa di 44.408 euro, comprensiva di Iva e oneri di legge, al lordo della ritenuta d'acconto. Gli incarichi conferiti ai tre studi di architettura hanno determinato un costo complessivo di 74.176 euro, così ripartito: studio Odile Decq di Parigi 24.400 euro, studio Lan di Parigi 24.400 euro, studio Hannes Peer di Milano 25.376 euro. A questi importi si aggiunge il costo della mostra dedicata al percorso del Masterplan, pari a 58.894,60 euro, Iva compresa laddove dovuta. Il costo complessivo del percorso, per le voci indicate, ammonta dunque a 177.478,60 euro. Secondo quanto comunicato dalla Fondazione, i costi sono stati allocati nelle voci di bilancio Organizzazione eventi culturali e Spese di trasferta e rappresentanza, ferma restando l'imputazione degli incarichi progettuali alla voce Costi e oneri da attività generale – Servizi del bilancio di previsione 2026, precedentemente richiamata”.
“Passando ai risultati economici – ha evidenziato Fabio –, la Fondazione ha chiuso l'esercizio 2025 con un risultato positivo di gestione pari a 48.689 euro. Il bilancio di esercizio al 31 dicembre 2025, comprensivo dei relativi allegati, è consultabile nella sezione Amministrazione trasparente del portale istituzionale della Fondazione. Per quanto concerne l'andamento della gestione 2026, gli ultimi dati contabili comunicati, riferiti alla chiusura del 31 agosto 2026, registrano un utile di esercizio pari a 383.322,50 euro. Per quanto riguarda i contributi comunali, i dati sono i seguenti. Nel 2024 il Comune di Siena ha erogato alla Fondazione 350mila euro, quale contributo annuale a sostegno della gestione dei servizi culturali del complesso museale, in attuazione dell'articolo 3, comma 2, del contratto di servizio sottoscritto il 29 novembre 2022, numero di archivio 683. Nel 2025 è stato erogato il medesimo contributo ordinario di 350mila euro. Nel 2026, alla data del 30 settembre, il Comune ha erogato complessivamente 500mila euro, di cui 350mila euro quale contributo annuale ordinario alla gestione dei servizi culturali e ulteriori 150mila euro a sostegno della mostra dedicata a Santa Caterina da Siena, di prossima inaugurazione al Santa Maria della Scala. Infine, per quanto riguarda i dati relativi alla fruizione del complesso museale, nell'anno 2025 sono stati registrati 90.249 ingressi, con un incasso complessivo derivante dalla bigliettazione pari a 449.874,50 euro. Nel 2026, al 30 settembre, i dati indicano un aumento complessivo degli ingressi, ma attendiamo la fine dell’anno 2026 per i numeri definitivi e per la valutazione degli incassi”.
“Ribadisco, infine - ha detto il Sindaco –, come il percorso avviato dalla Fondazione si inserisca in una prospettiva di valorizzazione di uno dei beni culturali più importanti della nostra città: il Santa Maria della Scala rappresenta un patrimonio straordinario, non solo per la sua storia e per il suo valore architettonico, ma anche per le opportunità culturali e di sviluppo che può offrire a Siena. Quanto alle scelte procedurali illustrate, sono state assunte dagli organi della Fondazione nell'ambito delle rispettive competenze, sulla base delle valutazioni tecniche e giuridiche effettuate e degli atti che ho puntualmente richiamato. L'obiettivo rimane quello di dare al Santa Maria della Scala una prospettiva di sviluppo concreta, sostenibile e coerente con la sua storia, affinché possa esprimere pienamente le proprie potenzialità a beneficio della città e delle generazioni future. In questo quadro si inserisce anche l’accordo di valorizzazione con il Ministero della Cultura che andremo a sottoscrivere nelle prossime settimane e che porterà al concretizzarsi dell’ingresso del Mic nella Fondazione dell’Antico Ospedale”.
“Il lavoro sul Masterplan – ha concluso il Sindaco Nicoletta Fabio –, nato dalla necessità di affrontare in maniera organica il tema del recupero e della rifunzionalizzazione di una parte rilevante del complesso attraverso il contributo di professionalità di riconosciuto livello internazionale, è stato indubbiamente di stimolo e di impulso all’interlocuzione con il Mic. L'amministrazione comunale continuerà a seguire con attenzione questo percorso, nella consapevolezza della propria responsabilità istituzionale nei confronti di un patrimonio pubblico di tale rilevanza”.
La consigliera Giulia Mazzarelli del gruppo Partito Democratico ha replicato: “Ringrazio la Sindaca per la puntualità dei dati forniti. Vorrei però fare un ragionamento più generale, partendo dalle ragioni che hanno portato alla presentazione di questa interrogazione. Parliamo di un luogo che Siena e i suoi cittadini riconoscono come profondamente legato alla propria storia e identità, un luogo di accoglienza e di cura, che ha attraversato generazioni, dalla sua funzione originaria di ospedale fino alla trasformazione in complesso museale. Proprio per questo legame con la città, ritengo importante che tutti possano essere partecipi del percorso che conduce a determinate decisioni. L'interrogazione nasce dalla necessità di comprendere meglio il percorso del masterplan, di cui si parla ormai da molti anni e che riguarda spazi da riqualificare sui quali esiste una forte aspettativa. Dalle informazioni pubblicamente disponibili non è risultato chiaro il cambiamento intervenuto nel coinvolgimento degli studi di architettura. Il passaggio da cinque a tre studi di architettura è apparso inizialmente il risultato di scelte poco chiare da parte del consiglio di amministrazione della Fondazione. Soltanto le spiegazioni fornite in merito alle rinunce possono essere comprensibili ma non ci consentono di comprendere realmente le ragioni di questo cambiamento e di ricostruire i passaggi che hanno caratterizzato il percorso decisionale. Nel pieno rispetto dell’autonomia della Fondazione, riteniamo comunque importante poter conoscere e valutare i diversi passaggi che hanno portato a determinate scelte, perché il principio di trasparenza non dovrebbe riguardare soltanto le decisioni finali, ma anche i processi attraverso i quali si arriva a definirle. Una questione che considero centrale è quella della sostenibilità economica e gestionale dell'intero progetto. È giusto avere progetti ambiziosi, come ha sottolineato il Sindaco, ma è altrettanto importante che questi poggino su basi solide. Ad oggi non risulta consultabile alcuna documentazione relativa al masterplan, che riguarda la riqualificazione di circa 18mila metri quadrati, quindi spazi estremamente significativi. Credo sarebbe indispensabile rendere pubblico il percorso, accompagnandolo con un quadro complessivo degli investimenti già effettuati, compresi gli 1,7 milioni di euro del Ministero destinati alla strada interna, dei risultati raggiunti, dei ricavi e dei costi attuali. Quello che ritengo manchi, pur nel pieno rispetto dell'autonomia statutaria della Fondazione, è un indirizzo chiaro sulle funzioni che l'amministrazione e la Fondazione intendono attribuire a questi spazi. Aprire nuovi ambienti significa inevitabilmente affrontare ulteriori costi di gestione, manutenzione e necessità di personale. Infine, c'è il tema delle competenze specifiche. Un percorso di questa portata richiede professionalità multidisciplinari e, come già ricordato in quest'aula, il comitato scientifico non è stato ancora rinnovato. Ritengo quindi importante che gli studi di architettura possano essere affiancati da uno staff multidisciplinare, in grado di contribuire alla definizione del progetto nelle sue diverse componenti. In questo senso, sarebbe utile anche convocare nuovamente la commissione consiliare per un approfondimento dedicato al masterplan”.